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Speciale alla conoscenza della chiesa cattolica Maronita dove i sacerdoti si sposano

Speciale alla conoscenza della chiesa cattolica Maronita dove i sacerdoti si sposano

I Maroniti: la chiesa cattolica d’oriente dove i sacerdoti possono sposarsi

Il Santo fondatore della chiesa cattolica Maronita

La Chiesa prende il nome dal suo fondatore, San Marone (morto nel 410), siriano amico di San Giovanni Crisostomo, che adottò uno stile di vita ascetico molto severo. Nel 452, i suoi discepoli costituirono un monastero nei pressi del suo sepolcro (zona Siria del Nord).  Quando, poi, la regione divenne a maggioranza monofisita, la comunità si trasferì in una regione più interna del Libano. Nel VII secolo, i maroniti furono riconosciuti come una comunità religiosa indipendente, in seguito alla sconfitta che Giovanni Marone, abate del monastero di Brad in Siria, inflisse all’esercito di Giustiniano II.

La creazione del patriarcato

Giovanni Marone fu, poi, eletto primo Patriarca maronita (685-707) e Patriarca di Antiochia da un delegato del papa. Fuggito dalla Siria, per evitare le persecuzioni dei musulmani del 694, si diresse verso il Libano dove costruì un monastero nel quale conservò la reliquia più preziosa per i maroniti: il cranio del fondatore San Marone. Il monastero, che prese il nome di Rau Marum (cranio di Marone), da quel momento divenne la sede patriarcale maronita (Bkerke in Libano). Dal 1182 i Maroniti sono in piena comunione con la Sede Apostolica di Roma, la dimostrazione è la presenza di un vescovo maronita al concilio di Trento nel 1562. Nel 1584 sotto il pontificato di Gregorio XIII fu fondato a Roma il collegio maroniano. Nella città eterna, da quel momento, risiede il procuratore maronita che rappresenta il Patriarca presso le istituzioni civili ed ecclesiastiche.

Le persecuzioni

Nel 1571 e nel 1634 i maroniti furono perseguitati dagli ottomani che ritennero la fedeltà al Papa una sottomissione a un potere temporale. Nel 1860 i Drusi, sobillati dai Turchi, massacrarono 20.000 maroniti, il Patriarca allora chiese l’intervento di papa Pio IX che mobilitò le potenze europee ad intervenire con una spedizione militare, tra queste: la Francia, l’Inghilterra, la Russia e l’Austria. Dopo la prima Guerra Mondiale il patriarca Elias Hoyek sostenne, al congresso di Versailles, l’indipendenza del Libano. Quando nel 1943 il Libano ottenne l’indipendenza, secondo una convenzione costituzionale siglata come Patto Nazionale, si decise di affidarsi al confessionalismo, cioè all’appartenenza religiosa dei cittadini.

La particolarità: i preti si sposano

Come anticipato nel titolo una peculiarità della chiesa cattolica Maronita è che non ha mai adottato la regola del celibato per i sacerdoti, pertanto, pur essendo una chiesa che si riconosce cattolica, permette ai suoi sacerdoti di sposarsi. L’attuale Patriarca maronita afferma: “Quasi la metà dei miei sacerdoti ha la sua famiglia. Nelle piccole parrocchie isolate della montagna sono molto utili i sacerdoti sposati, che possono così essere aiutati dalla loro famiglia. Nella vita quotidiana nessuno fa differenza tra sacerdoti sposati e celibi. Inoltre i sacerdoti si sposano prima del diaconato e di norma con ragazze già ben inserite come catechiste o animatrici nella vita parrocchiale o delle associazioni cattoliche. Perciò vivono una vita familiare stabile, fondamentalmente serena, molto utile per il loro servizio alla Chiesa” (da un’intervista rilasciata al sito www.ilconsulentere.it ). 

Il presidente della repubblica del Libano è sempre maronita

Altra caratteristica e unicità della chiesa Maronita è che, a seguito del Patto Nazionale, i poteri del nuovo stato del Libano furono ripartiti fra le principali correnti religiose, ai maroniti, che costituivano la maggioranza della popolazione, fu affidata la presidenza della repubblica, agli islamici sunniti il primo ministro, e agli islamici sciiti il presidente del parlamento, i parlamentari, poi, allo stesso modo, sono divisi tra le diverse confessioni religiose.

La Chiesa e il Patriarca

La Chiesa Maronita è l’unica Chiesa d’Oriente rimasta sempre fedele alla Santa Sede e integralmente cattolica. I Primati di questa Chiesa sono sua santità Papa Francesco e il Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente Béchara Pierre Raï.

Il Patriarca, cui ci si rivolge con il titolo di Sua Beatitudine, è eletto dal sinodo dei vescovi maroniti.  Dopo l’elezione riceve la necessaria comunione ecclesiale del Pontefice. Con i suoi 3 milioni e 200 mila fedeli, la chiesa maronita è, dopo quella Ucraina, la più grande chiesa cattolica di rito orientale. La chiesa Maronita appartiene alla tradizione di Antiochia, quindi prevede la messa in Aramaico e Siriano (anche se gran parte della liturgia si tiene nella lingua corrente della gente). Attualmente le diocesi della chiesa cattolica Maronita sono 27 in 13 diverse nazioni: Libano (11), dove risiede almeno la metà dei fedeli (che rappresentano il 35% della popolazione totale), Siria (3), Cipro (1), Israele (1), Egitto (1), Palestina (1), Giordania (1), Francia (1), U.S.A. (2), Brasile (1), Messico (1), Argentina (1), Canada (1), Australia (1). La chiesa cattolica Maronita, per vedere beatificati e canonizzati i testimoni della sua fede, segue il consueto iter di canonizzazione, si affida, quindi, alla Congregazione (vaticana) per le cause dei Santi. Dal 1965 il patriarca maronita riceve sempre la dignità di cardinale. In quell’anno, infatti, sua santità Paolo VI, consegnò la porpora a sua beatitudine Paul Pierre Méouchi (Patriarca dal 1955 al 1975), in seguito San Giovanni Paolo II nominò cardinali le loro Beatitudini Antoine Pierre Khoraiche (patriarca dal 1976 al 1986) e Nasrallah Pierre Sfeir (dal 1986 al 2011).

Biografia del Patriarca: sua beatitudine Béchara Pierre Raï

Nato a Himlaya il 25 febbraio del 1940, è stato ordinato presbitero il 3 settembre del 1967. Nominato Vescovo titolare di Cesarea di Filippo e Ausiliare del patriarca dei Maroniti, il 2 maggio del 1986, fu consacrato il 12 luglio successivo. In seguito, il 9 giugno del 1990, San Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo di Jbeil. Nel 2011, con le dimissioni dalla carica di sua beatitudine il cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, il sinodo della chiesa Maronita, costituito da tutti i Vescovi (circa 30), lo ha eletto nuovo Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente (15 marzo 2011). Dopo l’elezione ha aggiunto come secondo nome Pierre essendo una tradizione di tutti i patriarchi di Antiochia dei maroniti. Il 24 marzo ha ricevuto la necessaria comunione ecclesiale da sua santità Benedetto XVI. Sua Beatitudine è presidente della conferenza episcopale libanese e del consiglio dei Patriarchi Cattolici Orientali. Il 24 novembre 2012 il papa emerito Benedetto XVI lo ha nominato cardinale, pertanto il Patriarca partecipa ai Concistori e al Conclave.

Giovanni Russo

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