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Un 2021 di novità. Il MANN si prepara alla rinascita

Un 2021 di novità. Il MANN si prepara alla rinascita

Se il 2020 sarà ricordato come l’anno del coronavirus, ovvero della catastrofe totale, il 2021 (si spera) proverà ad essere quello della rinascita.

Si parte sul piano culturale e da questo punto di vista le iniziative di un importante luogo di cultura campano qual è il Museo Archeologico di Napoli (MANN) riveste un’enorme importanza.

Il Mattino ha lanciato ‘lo scoop’, anticipando le novità che saranno presenti l’anno prossimo al museo.

“La sezione «Campania romana» raccoglierà circa duecento reperti che abbellivano edifici pubblici, come le statue dell’anfiteatro di Ercolano, della antica Capua, le opere colossali del Capitolium di Cuma, la decorazione del Macellum di Pozzuoli. Ad ottobre, nel recuperato Braccio Nuovo del seicentesco palazzo, aprirà la Sezione Tecnologica in collaborazione con il Museo Galileo di Firenze. In tre livelli vi saranno esposti oggetti antichi, la ricostruzione di congegni e macchinari (torchio, vite di Archimede, noria, gru calcatoria, odometro). E ancora tecnologie idrauliche come le grandi valvole rivenute a Pompei, le fistule in piombo, le chiavi, i rubinetti, le bocche di fontana ed un unicum come la ricostruzione di un balneum domestico originale. Un ritorno dopo quasi un secolo: la sezione era stata ideata 1932. Opere pompeiane non esposte da almeno 50 anni troveranno posto invece in due sale prospicienti il Salone della Meridiana: sculture, argenti, commestibili, armi gladiatorie (protagoniste prima di una grande mostra riprogrammata a marzo) consentiranno di ricostruire la cultura materiale, la vita quotidiana ed il gusto abitativo tra il I sec. a. C. e l’eruzione del Vesuvio. Tra queste, la statua bronzea dell’Efebo dalla Casa del Citarista di Pompei, la Statua di Apollo in marmo dalla Casa del Menandro, numerosi gioielli in oro ed il tesoro di argenteria dalla Casa di Io e Inaco. Nel 2022 in giugno, aprirà la Sezione di Cuma, la più antica colonia greca in Occidente, e si arricchirà quella di Napoli Antica dedicata al porto dall’età ellenistica sino all’età bizantina ed oltre. Completeranno le riaperture le sezioni dedicate al collezionismo ed alla storia del Museo. In cantiere grandi mostre come Bizantini , Nuragici, Alessandro Magno. Nel 2023 saranno completati i lavoro sui depositi e proposta la mostra su Samarcanda. Significativo l’impegno del museo (che ha da due anni una vasta platea di abbonati) come fulcro di un Quartiere della Cultura: ai 26 siti della rete Extramann e alle partnership con istituzioni culturali come l’Accademia di Belle Arti e Colosimo, si aggiunge il prossimo collegamento con la Galleria Principe di Napoli, mentre è già partito il circuito dei Negozi Amici. Con l’obiettivo di progettare insieme, in rete con Invitalia e l’Università Federico II, nel segno della cultura come opportunità. “

 

Foto ripresa da coopculture.it (autore Johansen)