Presentato “Una Nuova Idea di Paese” di Giovanni Marconi
A Napoli il dibattito sul futuro dell’Italia con Valente (PD) e Dinacci (PD)
Napoli, 12 giugno 2026 – Utilizzare la Politica come strumento per costruire il futuro e insistere sul merito, il ceto medio, la scuola pubblica e il lavoro dignitoso. Sono questi i temi al centro della presentazione del libro “Una Nuova Idea di Paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita”, edito da Rubbettino e con prefazione dell’On. Chiara Gribaudo che si è svolto oggi a Napoli presso la Libreria “Raffaello” del Vomero.
Marconi, autore del libro e coordinatore dei laboratori di soft skills nell’Executive Master in Relazioni, Lobby & Human Capital della Luiss Business School ha dialogato con un panel di ospiti declinando le tesi del libro sul piano politico, economico e sociale. Ha affermato che servirebbe una manovra shock di 18 miliardi per ridare potere d’ acquisto al ceto medio con l’inflazione post-Covid ha perso più del 10%. La misura coprirebbe la fascia dai 28.000 ai 50.000 euro lordi a cui arriverebbero 200 euro netti in più al mese; riguarderebbe 6 milioni di lavoratori. Per trovare le coperture servono tre azioni combinate: taglio della spesa pubblica inefficiente, recupero dell’evasione fiscale e un contributo sui patrimoni sopra i 100 milioni di euro. Il 2% su quella soglia ti dà 8 miliardi all’anno. Ma ai cittadini va spiegato chiaramente che quel contributo non va nel bilancio generico dello Stato, ma in un fondo dedicato, quello che nel libro chiama “Fondo ripartenza futura” per il ceto medio.
Al confronto, moderato dall’analista di politica internazionale Francesco Iovine, hanno preso parte la Senatrice del PD Valeria Valente e il Segretario provinciale del PD di Napoli, Francesco Dinacci emergendo diversi temi, dal “blocco” dell’ascensore sociale alla necessità di politiche strutturali a favore delle nuove generazioni.
La Valente (PD) ha affermato che in un momento in cui la partecipazione democratica è ai minimi storici e la disillusione rischia di diventare rassegnazione, Marconi fa una cosa coraggiosa: con i dati, con l’analisi, con proposte concrete, chiede a tutti e tutte di tornare a sentirsi parte di qualcosa. L’ascensore sociale è fermo al piano terra, e i giovani pagano il prezzo più alto, costretti a cercare altrove le opportunità che questo Paese non sa offrire. Serve investire nelle famiglie, nella scuola, nel welfare: non come atto di generosità, ma come scelta politica precisa. È questo il cuore del libro: il futuro dell’Italia non si costruisce restando a guardare, ma tornando a partecipare, tutti e tutte.
Dinacci (PD), ha concluso il dibattito affermando che occorre riflettere molto sul dato della partecipazione giovanile nell’ultimo referendum, che ha rappresentato una oggettiva novità politica.