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Francesco Totti, “Un capitano” stasera su Sky uno speciale sul campione romanista

Francesco Totti, “Un capitano” stasera su Sky uno speciale sul campione romanista

Francesco Totti: aneddoti, ricordi e battute tratte dal libro sulla storia dell’eterno capitano.

di Giuseppe Carrubba

Stasera 5 Ottobre, andrà in onda su Sky uno speciale dedicato al libro e alla persona di Francesco Totti, eterno numero dieci della Roma. Noi della redazione di contromano24 abbiamo pensato di bruciare le tappe, anticipando qualche “capitolo parlante”, ricordo o aneddoto per ricordare ancora una volta a tutti chi è stato e chi sarà “Er pupone”.

“Quando mi fanno cenno che è ora, tutto è pronto e lo stadio mi aspetta, mi avvio verso l’uscita dei Distinti Sud…So benissimo che è finita, e basta. Esco alla luce, e il boato dell’Olimpico è quello dello scudetto. Sono tutti in piedi ad applaudire.  Nell’aria galleggia la musica del Gladiatore.”

Questa famosa scena che abbiamo riproposto è la chiusura della carriera di un giocatore, che per molti non è stato solo uno sportivo che adempieva al suo lavoro, ma un eroe, un uomo le cui gesta sportive saranno ricordate ai posteri per l’eternità, un vero e proprio “Gladiatore dell’Olimpico “.

La leggenda narra di un giovane allevato dalla lupa, principe dal nobile sangue giallorosso, la cui vera gladio è il suo piede fatato. L’uomo dei record, 307 goal in 785 partite.

Per tutta la carriera vestito dei colori della “magica”, e a chi gli dice ” Avresti potuto giocare in un club migliore”, lui risponde mostrando con orgoglio quella fascia di capitano indossata per ben 20 anni.

Si proprio quella fascia che – “…finisce sul braccio di Mattia, il capitano degli Esordienti, classe 2006, quella del mio titolo mondiale. Se la lega al braccio stretta, facendole fare due giri, perché è terrorizzato all’idea di perderla.Spero di non avergli creato problemi ma so che lui ha la giusta personalità per fare il capitano”.

Il passaggio della fascia, che in molti avrebbero voluto vedere sul braccio del giovane figlio Cristian, è per Totti un’accettazione della fine di una carriera lunghissima e il passaggio di consegna alle nuove generazioni. Quasi a rimarcare che seppur il suo ciclo calcistico sia finito la sua eterna stella  continuerà a brillare anche nei giovani capitani del futuro.

Avendo parlato del legame instaurato coi tifosi, beniamino e simbolo di una città, si può continuare soffermandosi sul rapporto di fiducia creatosi tra Totti e il pallone: un uomo e un oggetto, insieme, un’unica alchimia.

L’inventore del cucchiaio, quella traiettoria incredibile che con un colpo delicatissimo fa innalzare la palla e poi scenderla alle spalle degli avversari.

Ogni suo tocco era un richiamo alla bellezza del calcio, un effervescente abbellimento sulla tela del ritratto di un campione innato.

Durante il “Saluto all’Olimpico” calcia il suo ultimo pallone verso la curva e ironia della sorte rompe lo smartphone di un ragazzino, mentre riprendeva la scena.

Qualche giorno dopo lo stesso ragazzino con uno sguardo gioioso torna a Trigoria dicendo che quel pallone con la scritta “Mi mancherete” è finito proprio da lui e chi se ne frega dello smartphone, quello si ricompra…il pallone autografato da Totti no.

Chiudiamo con la sua solita fine ironia, perchè oltre ad essere tutto ciò che abbiamo detto è anche un ottima persona che ama divertirsi: “Devo portare Cristian da un bravo oculista: l’altra sera mi ha beccato sul divano mentre riguardavo una vecchia compilation di gol, ai tempi del primo Zeman, e mi ha chiesto se stessi piangendo. Che idea. Una banale allergia. Ero raffreddato. E poi mi era appena finito un moscerino nell’occhio”. – Francesco Totti (Pezzi e citazioni tratti dal libro “UN CAPITANO” – foto profilo Facebook).

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